lunedì 2 marzo 2015

Fiocco e il calore che scioglie

Qui di seguito la fiaba con cui ho partecipato al premio Andersen  2014...risultato N.C. :-) 


Cera una volta un fiocco di neve, piccolo piccolo, forse il più piccolo tra tutti i fiocchi di neve, ma aveva una grande particolarità: era talmente freddo e gelato che anche sotto il sole più cocente non si scioglieva. Data la sua caratteristica ed il suo fisico minuto, tutti lo chiamavano semplicemente Fiocco. I suoi compagni erano convinti che non si sciogliesse a causa di una sortilegio fatto dal mago dell’inverno, il terribile Dottor Ghiaccio, persona crudele e da tutti considerato senza cuore. In effetti, il piccolo Fiocco era stato veramente creato dal Dottor Ghiaccio ma, a sua insaputa, con la missione di portare nel mondo e nei cuori delle persone il freddo più totale. Un errore nella programmazione, però, aveva fatto realizzare al perfido mago un innocuo pezzettino di ghiaccio che non poteva far male a nessuno. Fiocco, spaventato dai giudizi degli altri, iniziò a girare per tutti i monti e i passi più elevati, in modo da potersi confondere in mezzo a tutta la soffice neve caduta abbondantemente, ma una volta giunta la Primavera era sempre costretto a scappare per non farsi scoprire ed essere così indicato come il “terribile” figlio del Dottor Ghiaccio. «Povero me!» diceva ad ogni cambio di stagione Fiocco, «non troverò mai un amico o una persona con cui poter passare il tempo! Il destino dei miei compagni è quello di sciogliersi e di trasformarsi in acqua, è vero, però diventano una cosa unica, tutti insieme, io invece sono costretto a restare gelido e solo!!!» Mentre restava seduto a pensare su una roccia nei pressi di un lago di montagna, il piccolo Fiocco si sentì chiamare: «Scusa?» Fiocco si girò, ma non capì subito chi lo stesse chiamando. «Si, chi mi cerca?» chiese Fiocco. «Sono io, una goccia d’acqua del lago che hai di fronte! Come ti chiami?» «Sono Fiocco, e tu?» «Io sono solo una piccola parte di tutta quest’acqua che vedi davanti a te; io sono Gocciolina e vivo insieme a tutte le mie sorelle in questo splendido lago! Ma prima ero proprio un piccolo fiocco di neve come te. Ma, toglimi una curiosità, come mai non ti sei trasformato come tutte noi? È estate ormai e dovresti esserti sciolto da un bel po’!» disse la goccia d’acqua. «Hai ragione, non so bene neanche io cosa mi stia succedendo, fatto sta che sono talmente freddo e solo che non riesco a trasformarmi come voi e ogni anno perdo la possibilità di raggiungere i miei amici! Come posso fare?» replicò Fiocco. «Il tuo è un problema molto particolare, non avevo mai incontrato un fiocco come te, però posso darti un consiglio! Parti verso le terre più a Nord di tutta la terra conosciuta e cerca il grande saggio Igloo, lui di sicuro potrà aiutarti a trovare la soluzione ideale. Ricorda però che il viaggio è molto lungo e dovrai attraversare alcuni tra i luoghi più tristi del nostro pianeta: il deserto assolato, la palude fangosa e le famose rocce salate!» «Non è un problema, affronterei qualunque pericolo pur di riuscire a capire cosa mi succede! Grazie Gocciolina, sei una vera amica. Spero di riuscire a incontrarti di nuovo! A presto.» disse Fiocco mettendosi in cammino tutto entusiasta. «Buona fortuna! E, mi raccomando, aiuta sempre il verde e la natura, ti sapranno ringraziare!!!» urlò Gocciolina. Facendo tesoro dei consigli della sua nuova amica e mosso da una forza incredibile, Fiocco si lasciò alle spalle le amate e conosciute montagne. Una volta giunto a valle iniziò a correre verso nord e in breve tempo raggiunse il famoso deserto assolato intuendo immediatamente il perché di tale nome: si trovava in un’enorme distesa senza alberi o cespugli, così diversa dalla montagna, e soprattutto la temperatura sotto il sole era altissima! Riusciva a percepirla chiaramente nonostante la sua anima gelida. Appena riuscì a muovere il primo passo nel deserto si sentì afferrare da un leggerissimo filo d’erba che cercava di trattenerlo. «Ciao amico, il mio nome è Verdino e sono un sottilissimo spaghetto d’erba. Ho bisogno d’aiuto, devo raggiungere i miei fratelli che vivono dall'altra parte del deserto, nella palude fangosa, un vero paradiso, ma con questo caldo non riuscirei ad arrivare neanche a metà strada» «Caspita, è un bel problema, come posso aiutarti?» rispose Fiocco. «Ho visto che sei fatto d’acqua e che, nonostante il caldo, sei ancora tutto intero. Se mi aggrappassi a te potrei arrivare dall'altro lato restando sempre idratato. Aiutami per favore, non peso tanto! Sono sottilissimo e molto leggero.» disse Verdino. «D’accordo, salta su, mi fa piacere un po’ di compagnia!!!» disse felice Fiocco. Si misero subito in viaggio e in mezza giornata attraversarono il deserto senza ulteriori intoppi. Una volta salutato Verdino e la sua famiglia al limitar della palude, Fiocco si rese conto di aver sudato non poco durante la traversata, ma non diede troppo peso a questo particolare e ripartì felice e sicuro pronto a superare anche la palude fangosa. Il tragitto non era troppo lungo, ma il fango lo trascinava ad ogni passo verso il basso facendolo faticare moltissimo. Stremato e senza forze pensò di sdraiarsi in mezzo al fango e di trascorrere il resto della sua vita in quel luogo triste. Ad un tratto però, magicamente, accorse in suo aiuto il piccolo Verdino il quale, aiutato da tutta la sua famiglia, riuscì a realizzare una lunghissima corda di fili d’erba e strappò Fiocco dal fango trasportandolo fino alla fine della palude. «Come hai fatto a sapere che ero in pericolo?» chiese Fiocco. «Stavo giocando con i miei fratelli quando ad un tratto tutto è scomparso come per magia e ci siamo trovati qui. Ti abbiamo visto nel fango e abbiamo capito subito cosa fare per tirarti fuori!» spiegò Verdino. «Grazie!!!» disse Fiocco visibilmente dimagrito e stanco. «Non ti preoccupare è stato bello aiutarti! Sei stato coì gentile con me nel deserto! Questo è il tuo premio per l’amore che hai dimostrato!!!» Come rigenerato da quelle parole, Fiocco si ritrovò nuovamente a correre verso la sua meta. Rimaneva un solo ostacolo da superare, le famose Rocce Salate, un cumulo altissimo di pietre da superare per poter arrivare alle terre più a Nord di tutta la terra conosciuta. Dopo i primi passi molto decisi, si avvicinò a Fiocco un piccolo di aquila che richiamò la sua attenzione sbattendo rumorosamente le ali. «Ciao, io sono Cippi e sono caduto dal mio nido in cima alle rocce, tu chi sei?» disse Cippi. «Mi chiamo Fiocco e devo raggiungere le Terre a nord. Come mai non ritorni su dalla tua mamma?» rispose Fiocco. «Perché le rocce sono molto salate ed io sono piccolo, durante il tragitto avrei troppa sete e non riuscirei ad arrivare fino in cima senza bere. Puoi aiutarmi?» chiese Cippi. «Ma certo mio piccolo amico, stammi vicino durante la salita e ogni tanto bagnati il becco su di me, così non patirai la sete!» disse Fiocco e, così facendo, i due iniziarono la lenta salita delle Rocce Salate. Giunti sulla vetta il piccolo Fiocco ormai stremato si lasciò cadere vicino alle ali di una grande aquila, senza più le forze per muovere un altro passo. Con la coda dell’occhio vide Cippi e la grande Aquila abbracciarsi e piangere commossi. Dopo pochi minuti si sentì afferrare da due poderose zampe e capì che la mamma di Cippi lo stava portando via dalla cima delle Rocce salate in direzione delle Terre a Nord. Dopo un breve viaggio ad alta quota Fiocco fu depositato ai piedi di un enorme blocco di ghiaccio e riuscì a riprendere parte delle sue forze grazie alla bassa temperatura che lo circondava. Una volta in piedi chiese alla grossa Aquila dove fossero e lei rispose: «Siamo ai piedi della montagna dove risiede lo spirito di Igloo il saggio, qui potrai trovare le risposte a tutte le tue domande. Chiedi con il cuore aperto e cerca di essere il più sincero possibile, nulla ti resterà nascosto.» Il piccolo Fiocco risollevato dall'essere giunto a destinazione si alzò in piedi e si diresse verso la montagna con i piedi ancora tremolanti per le numerose emozioni vissute fino a quel momento e per ciò che sarebbe potuto accadere. Una volta trovato il coraggio iniziò a chiamare a gran voce: «Igloo il saggio, per favore rispondimi sono Fiocco e ho una domanda da farti!» Finalmente, dopo poco tempo, una voce molto profonda rimbombò dal cuore della montagna: «Piccolo Fiocco, ben arrivato, hai fatto molta strada ed hai affrontato mille avventure per giungere qui da me!» «Si, Grande Igloo, è vero, ma ho bisogno del tuo aiuto per capire bene cosa fare della mia vita!» Rispose deciso Fiocco. «Carissimo, il tuo viaggio per raggiungermi ti ha già fornito molte risposte, ti basterebbe guardarti allo specchio per capire che sei cresciuto e quale potrà essere la tua strada. Però per poter veramente intraprendere il tuo nuovo cammino dovrai prima di tutto affrontare colui che ti ha creato, solo così potrai trovare la forza per sostenere il tuo destino.» spiegò il saggio Igloo. «Il Dottor Gelo!» sussurrò Fiocco. «Esattamente! La sua dimora gelata è proprio qui accanto, nella montagna del grande freddo. Credo proprio che anche lui abbia bisogno di una tua visita, ma non farti buttare giù dalle sue parole, affronta il tuo nemico e metti a frutto ciò che hai imparato, questo è il mio consiglio!» concluse Igloo. «Ma, ma, io non so, come….» provò a replicare Fiocco, ma ormai il Saggio Igloo aveva smesso di parlare. Leggermente demoralizzato il piccolo Fiocco, ormai ridotto ad un puntino di neve si diresse malfermo verso la montagna del Grande Freddo. Una volta dentro riuscì facilmente a raggiungere la stanza del Dottor Gelo ed entrò senza bussare. «Salve Dottor Gelo, sono Fiocco, la sua creatura.» disse tristemente Fiocco. «Eccoti finalmente. Pensavo ti fossi perso! Purtroppo il mio obiettivo con te è fallito.» urlò il Dottor Gelo. «Ma quale obiettivo?» chiese Fiocco sempre più afflitto. «Quello di congelare più cuori possibili inviando per il mondo fiocchi di neve indistruttibili e freddissimi. Vivo da sempre solo in questa montagna e odio vedere il calore dell’umanità, per questo ti ho creato. Volevo distruggere questo inutile calore, ma eri troppo piccolo e ormai vedo che sei praticamente distrutto. Ormai ogni mia possibilità è definitivamente persa!» sentenziò il dottor Gelo. Il piccolo Fiocco intristito dalle parole del suo creatore, ma ricordando bene tutti gli incontri avuti nel suo viaggio, decise di fare l’ultima cosa possibile, gli corse incontro e lo abbracciò con tutta la sua forza. Il fortissimo calore sprigionato dal suo abbraccio lo sciolse definitivamente, trasformandolo in una minuscola goccia d’acqua, ma non fu l’unica cosa a sciogliersi, anche il cuore del Dottor Gelo si trasformò in qualcosa di caldo e capì il suo errore: cercar la felicità nella tristezza degli altri. Raccolse da terra il piccolo Fiocco con un bicchiere e decise di portarlo in un luogo molto particolare, un lago di montagna che aveva visto da piccolo. Una volta rovesciato il bicchiere, Fiocco si ritrovò nella bellissima acqua del lago che conosceva bene, finalmente circondato da tante gocce d’acqua che come lui avevano creato quell'immensità.

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