Oggi andando a lavoro ho preso una copia di un quotidiano gratuito dalla stazione di Principe. Dopo le prime notizie di cronaca e politica nazionale ed estera mi sono fossilizzato su questo articolo:
Meraviglioso, è come costruire una casa senza porte per entrare.
Ovviamente mi è subito venuto in mente un paragone. In Italia ci lamentiamo di continuo per ritardi e scioperi, almeno la magra consolazione che non siamo quelli messi peggio.
Avevo appena finito di fare questo pensiero quando, voltando pagina, ho letto:
E' vero che fa parte della posta che riceve la redazione, quindi da prendere con le pinze; ma ormai siamo abituati a tutto e potrebbe tranquillamente essere accaduto sul serio.
Come al solito, più andiamo avanti e più riusciamo a scavare...
giovedì 22 maggio 2014
DALLA BASE ALLA CIMA IN POCHI MINUTI
Un conto è dirlo, un conto è viverlo!!!
A me, a dire il vero, capita sempre così!
Al nastro di partenza, al fischio d'inizio, al sorgere di una nuova giornata, sei pronto. Ti aspetta una scalata mica da ridere. Sei carico a mille e potresti spaccare il mondo, ma bastano pochi lampi nel cielo a trasformare il clima da soleggiato a incerto.
Si può scalare una montagna in due modi: affidandosi alle guide o con il "fai date". Nel primo caso, in qualsiasi condizione meteorologica, si può arrivare in cima solo affidandosi al conducente, con buona pace del nostro spirito d'avventura; nel secondo l'umore entra prepotentemente in gioco: partire col piede giusto ti porta a superare le prime crisi e ad arrivare in cima; viceversa, le nubi si addensano subito sopra la testa e ti convincono a fermarti, a trovare un riparo, a tornare indietro.
In questa arrampicata libera entrano in gioco infiniti fattori, dagli amici (le corde) agli orizzonti (la cima), passando attraverso motivazioni, forza, stato d'animo...
Non saprei dire con precisione quale possa essere l'istante esatto in cui scatta la molla che ti permette di prendere lo slancio. E' un momento preciso e nello stesso momento astratto. Vorrei poterlo fissare nella mia mente in modo da farne tesoro ogni volta, ma è impossibile riuscire ad afferrarlo. Come fare?
Camminare, camminare e camminare! Fidarsi, allacciarsi al moschettone e far seguire ad ogni passo un altro passo.
Non sono sicuro di avere una fede a prova di bomba, ma quando colgo che nelle mie scelte, nel mio proseguire, c'è una svolta, allora mi risulta facile pensare immediatamente a Dio.
Ora vado, ho un'altra salita da fare e voglio percorrerla con agilità, tempo permettendo...
A me, a dire il vero, capita sempre così!
Al nastro di partenza, al fischio d'inizio, al sorgere di una nuova giornata, sei pronto. Ti aspetta una scalata mica da ridere. Sei carico a mille e potresti spaccare il mondo, ma bastano pochi lampi nel cielo a trasformare il clima da soleggiato a incerto.
Si può scalare una montagna in due modi: affidandosi alle guide o con il "fai date". Nel primo caso, in qualsiasi condizione meteorologica, si può arrivare in cima solo affidandosi al conducente, con buona pace del nostro spirito d'avventura; nel secondo l'umore entra prepotentemente in gioco: partire col piede giusto ti porta a superare le prime crisi e ad arrivare in cima; viceversa, le nubi si addensano subito sopra la testa e ti convincono a fermarti, a trovare un riparo, a tornare indietro.
In questa arrampicata libera entrano in gioco infiniti fattori, dagli amici (le corde) agli orizzonti (la cima), passando attraverso motivazioni, forza, stato d'animo...
Non saprei dire con precisione quale possa essere l'istante esatto in cui scatta la molla che ti permette di prendere lo slancio. E' un momento preciso e nello stesso momento astratto. Vorrei poterlo fissare nella mia mente in modo da farne tesoro ogni volta, ma è impossibile riuscire ad afferrarlo. Come fare?
Camminare, camminare e camminare! Fidarsi, allacciarsi al moschettone e far seguire ad ogni passo un altro passo.
Non sono sicuro di avere una fede a prova di bomba, ma quando colgo che nelle mie scelte, nel mio proseguire, c'è una svolta, allora mi risulta facile pensare immediatamente a Dio.
Ora vado, ho un'altra salita da fare e voglio percorrerla con agilità, tempo permettendo...
martedì 20 maggio 2014
Inseguendo una Nuvola
Chissà a quanti è capitato di alzare gli occhi al cielo e vedere le nuvole che corrono!
Io l'ho fatto questa mattina e mi si è aperto un mondo!!!!
Era una nuvola nera, gonfia d'acqua e correva veloce, non come le nuvole bianche apparentemente ferme e cariche d'aria. La mia era una nuvola alla quale è possibile dare una forma, una di quelle che un attimo prima sembra un elefante e un istante dopo un cavallo al galoppo....
Ecco, vorrei essere una nuvola, che corre veloce, che nonostante il suo carico pesante, il suo fardello sulle spalle, riesce a correre verso una destinazione ignota! Vorrei anche io imparare a scontrarmi con altre nuvole e scaricare a terra tutta la negatività che mi porto dentro, facendo in modo che ciò mi renda leggero.
Sarebbe bellissimo, ma la mia paura è quella di lasciare nello scontro una brutta ferita alla nuvola che ho di fronte! E questo non potrei sopportarlo!
Deve essere una sensazione incredibile quella di poter girare liberi per spazi sconfinati e, una volta incontrato un proprio simile, non scappare, non girare largo, ma sbatterci la faccia, essere se stessi e se necessario scaricare il proprio mondo!
Forse devo smetterla di inseguire le nuvole in cielo e iniziare a rincorrere quelle a terra....
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| Nuvole su Genova - Maggio 2014 |
venerdì 9 maggio 2014
COME UN ALBERO
Lettera che ho voluto lasciare ai miei ragazzi Cresimandi 2014!!! Gli auguro di poter camminare nella loro vita con la forza e l'intelligenza che mi hanno mostrato in questi anni e che ha aiutato anche il sottoscritto ad aggiungere una pagina nuova...
COME UN ALBERO
Mille sono le strade che
la vita vi porterà davanti. Mille sono i sogni che potrete realizzare.
Da piccoli impariamo che
nulla è impossibile e la fantasia ci aiuta a creare mondi che non esistono.
Crescendo spesso ci dimentichiamo quello che sapevamo fare, eppure eravamo
capaci di costruire strade sotto il mare o castelli sperduti con torri
irraggiungibili. E ora? Abbiamo dimenticato tutto? Ci sembra impossibile l’impossibile?
No, amici, non siete
cambiati, siete sempre gli stessi, il vostro cuore è immutabile nel tempo,
basta poco per togliere il velo che spesso si deposita davanti ai nostri occhi
e che non ci fa più vedere oltre la realtà.
Gesù ci ha insegnato in
questi anni cos’è l’amore, cosa vuol dire incontrare il prossimo e perché è
importante imparare ad affidarsi gli uni agli altri.
Pensate ai boschi,
quelli più fitti, quelli dove difficilmente entra il sole a causa della folta
vegetazione. Cosa fanno gli alberi? Si stringono l’uno accanto all’altro e si
aiutano a vicenda per mostrare la loro chioma al cielo e poter così continuare
a crescere. E’ il loro modo di mettere in pratica l’amore, il sostenersi, il
non lasciare indietro il proprio compagno di viaggio.
Abbiamo camminato
insieme ed ora le nostre chiome sono tutte alla luce del sole, pronte a
nutrirsi del nostro futuro.
Dobbiamo continuare a
sognare l’impossibile, perché attraverso l’amore possiamo trasformarlo nella
nostra realtà, nel nostro presente e nel nostro domani. Gesù l’ha fatto, e noi
abbiamo appena iniziato a seguirlo…
Francesco
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