Un conto è dirlo, un conto è viverlo!!!
A me, a dire il vero, capita sempre così!
Al nastro di partenza, al fischio d'inizio, al sorgere di una nuova giornata, sei pronto. Ti aspetta una scalata mica da ridere. Sei carico a mille e potresti spaccare il mondo, ma bastano pochi lampi nel cielo a trasformare il clima da soleggiato a incerto.
Si può scalare una montagna in due modi: affidandosi alle guide o con il "fai date". Nel primo caso, in qualsiasi condizione meteorologica, si può arrivare in cima solo affidandosi al conducente, con buona pace del nostro spirito d'avventura; nel secondo l'umore entra prepotentemente in gioco: partire col piede giusto ti porta a superare le prime crisi e ad arrivare in cima; viceversa, le nubi si addensano subito sopra la testa e ti convincono a fermarti, a trovare un riparo, a tornare indietro.
In questa arrampicata libera entrano in gioco infiniti fattori, dagli amici (le corde) agli orizzonti (la cima), passando attraverso motivazioni, forza, stato d'animo...
Non saprei dire con precisione quale possa essere l'istante esatto in cui scatta la molla che ti permette di prendere lo slancio. E' un momento preciso e nello stesso momento astratto. Vorrei poterlo fissare nella mia mente in modo da farne tesoro ogni volta, ma è impossibile riuscire ad afferrarlo. Come fare?
Camminare, camminare e camminare! Fidarsi, allacciarsi al moschettone e far seguire ad ogni passo un altro passo.
Non sono sicuro di avere una fede a prova di bomba, ma quando colgo che nelle mie scelte, nel mio proseguire, c'è una svolta, allora mi risulta facile pensare immediatamente a Dio.
Ora vado, ho un'altra salita da fare e voglio percorrerla con agilità, tempo permettendo...
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