Qui di seguito la fiaba con cui ho partecipato al premio
Andersen 2014...risultato N.C. :-)
Cera una volta un fiocco di neve,
piccolo piccolo, forse il più piccolo tra tutti i fiocchi di neve, ma aveva una
grande particolarità: era talmente freddo e gelato che anche sotto il sole più
cocente non si scioglieva. Data la sua caratteristica ed il suo fisico minuto,
tutti lo chiamavano semplicemente Fiocco. I suoi compagni erano convinti che
non si sciogliesse a causa di una sortilegio fatto dal mago dell’inverno, il
terribile Dottor Ghiaccio, persona crudele e da tutti considerato senza cuore.
In effetti, il piccolo Fiocco era stato veramente creato dal Dottor Ghiaccio
ma, a sua insaputa, con la missione di portare nel mondo e nei cuori delle
persone il freddo più totale. Un errore nella programmazione, però, aveva fatto
realizzare al perfido mago un innocuo pezzettino di ghiaccio che non poteva far
male a nessuno. Fiocco, spaventato dai giudizi degli altri, iniziò a girare per
tutti i monti e i passi più elevati, in modo da potersi confondere in mezzo a
tutta la soffice neve caduta abbondantemente, ma una volta giunta la Primavera
era sempre costretto a scappare per non farsi scoprire ed essere così indicato
come il “terribile” figlio del Dottor Ghiaccio. «Povero me!» diceva ad ogni
cambio di stagione Fiocco, «non troverò mai un amico o una persona con cui
poter passare il tempo! Il destino dei miei compagni è quello di sciogliersi e
di trasformarsi in acqua, è vero, però diventano una cosa unica, tutti insieme,
io invece sono costretto a restare gelido e solo!!!» Mentre restava seduto a
pensare su una roccia nei pressi di un lago di montagna, il piccolo Fiocco si
sentì chiamare: «Scusa?» Fiocco si girò, ma non capì subito chi lo stesse
chiamando. «Si, chi mi cerca?» chiese Fiocco. «Sono io, una goccia d’acqua del
lago che hai di fronte! Come ti chiami?» «Sono Fiocco, e tu?» «Io sono solo una
piccola parte di tutta quest’acqua che vedi davanti a te; io sono Gocciolina e
vivo insieme a tutte le mie sorelle in questo splendido lago! Ma prima ero
proprio un piccolo fiocco di neve come te. Ma, toglimi una curiosità, come mai
non ti sei trasformato come tutte noi? È estate ormai e dovresti esserti
sciolto da un bel po’!» disse la goccia d’acqua. «Hai ragione, non so bene
neanche io cosa mi stia succedendo, fatto sta che sono talmente freddo e solo
che non riesco a trasformarmi come voi e ogni anno perdo la possibilità di
raggiungere i miei amici! Come posso fare?» replicò Fiocco. «Il tuo è un
problema molto particolare, non avevo mai incontrato un fiocco come te, però
posso darti un consiglio! Parti verso le terre più a Nord di tutta la terra
conosciuta e cerca il grande saggio Igloo, lui di sicuro potrà aiutarti a
trovare la soluzione ideale. Ricorda però che il viaggio è molto lungo e dovrai
attraversare alcuni tra i luoghi più tristi del nostro pianeta: il deserto
assolato, la palude fangosa e le famose rocce salate!» «Non è un problema,
affronterei qualunque pericolo pur di riuscire a capire cosa mi succede! Grazie
Gocciolina, sei una vera amica. Spero di riuscire a incontrarti di nuovo! A
presto.» disse Fiocco mettendosi in cammino tutto entusiasta. «Buona fortuna!
E, mi raccomando, aiuta sempre il verde e la natura, ti sapranno
ringraziare!!!» urlò Gocciolina. Facendo tesoro dei consigli della sua nuova
amica e mosso da una forza incredibile, Fiocco si lasciò alle spalle le amate e
conosciute montagne. Una volta giunto a valle iniziò a correre verso nord e in
breve tempo raggiunse il famoso deserto assolato intuendo immediatamente il
perché di tale nome: si trovava in un’enorme distesa senza alberi o cespugli, così
diversa dalla montagna, e soprattutto la temperatura sotto il sole era
altissima! Riusciva a percepirla chiaramente nonostante la sua anima gelida.
Appena riuscì a muovere il primo passo nel deserto si sentì afferrare da un
leggerissimo filo d’erba che cercava di trattenerlo. «Ciao amico, il mio nome è
Verdino e sono un sottilissimo spaghetto d’erba. Ho bisogno d’aiuto, devo
raggiungere i miei fratelli che vivono dall'altra parte del deserto, nella
palude fangosa, un vero paradiso, ma con questo caldo non riuscirei ad arrivare
neanche a metà strada» «Caspita, è un bel problema, come posso aiutarti?»
rispose Fiocco. «Ho visto che sei fatto d’acqua e che, nonostante il caldo, sei
ancora tutto intero. Se mi aggrappassi a te potrei arrivare dall'altro lato restando
sempre idratato. Aiutami per favore, non peso tanto! Sono sottilissimo e molto
leggero.» disse Verdino. «D’accordo, salta su, mi fa piacere un po’ di
compagnia!!!» disse felice Fiocco. Si misero subito in viaggio e in mezza
giornata attraversarono il deserto senza ulteriori intoppi. Una volta salutato
Verdino e la sua famiglia al limitar della palude, Fiocco si rese conto di aver
sudato non poco durante la traversata, ma non diede troppo peso a questo
particolare e ripartì felice e sicuro pronto a superare anche la palude
fangosa. Il tragitto non era troppo lungo, ma il fango lo trascinava ad ogni
passo verso il basso facendolo faticare moltissimo. Stremato e senza forze
pensò di sdraiarsi in mezzo al fango e di trascorrere il resto della sua vita in
quel luogo triste. Ad un tratto però, magicamente, accorse in suo aiuto il
piccolo Verdino il quale, aiutato da tutta la sua famiglia, riuscì a realizzare
una lunghissima corda di fili d’erba e strappò Fiocco dal fango trasportandolo
fino alla fine della palude. «Come hai fatto a sapere che ero in pericolo?»
chiese Fiocco. «Stavo giocando con i miei fratelli quando ad un tratto tutto è
scomparso come per magia e ci siamo trovati qui. Ti abbiamo visto nel fango e
abbiamo capito subito cosa fare per tirarti fuori!» spiegò Verdino. «Grazie!!!»
disse Fiocco visibilmente dimagrito e stanco. «Non ti preoccupare è stato bello
aiutarti! Sei stato coì gentile con me nel deserto! Questo è il tuo premio per
l’amore che hai dimostrato!!!» Come rigenerato da quelle parole, Fiocco si
ritrovò nuovamente a correre verso la sua meta. Rimaneva un solo ostacolo da
superare, le famose Rocce Salate, un cumulo altissimo di pietre da superare per
poter arrivare alle terre più a Nord di tutta la terra conosciuta. Dopo i primi
passi molto decisi, si avvicinò a Fiocco un piccolo di aquila che richiamò la
sua attenzione sbattendo rumorosamente le ali. «Ciao, io sono Cippi e sono
caduto dal mio nido in cima alle rocce, tu chi sei?» disse Cippi. «Mi chiamo
Fiocco e devo raggiungere le Terre a nord. Come mai non ritorni su dalla tua
mamma?» rispose Fiocco. «Perché le rocce sono molto salate ed io sono piccolo,
durante il tragitto avrei troppa sete e non riuscirei ad arrivare fino in cima
senza bere. Puoi aiutarmi?» chiese Cippi. «Ma certo mio piccolo amico, stammi
vicino durante la salita e ogni tanto bagnati il becco su di me, così non
patirai la sete!» disse Fiocco e, così facendo, i due iniziarono la lenta
salita delle Rocce Salate. Giunti sulla vetta il piccolo Fiocco ormai stremato si
lasciò cadere vicino alle ali di una grande aquila, senza più le forze per
muovere un altro passo. Con la coda dell’occhio vide Cippi e la grande Aquila
abbracciarsi e piangere commossi. Dopo pochi minuti si sentì afferrare da due
poderose zampe e capì che la mamma di Cippi lo stava portando via dalla cima
delle Rocce salate in direzione delle Terre a Nord. Dopo un breve viaggio ad
alta quota Fiocco fu depositato ai piedi di un enorme blocco di ghiaccio e
riuscì a riprendere parte delle sue forze grazie alla bassa temperatura che lo
circondava. Una volta in piedi chiese alla grossa Aquila dove fossero e lei
rispose: «Siamo ai piedi della montagna dove risiede lo spirito di Igloo il
saggio, qui potrai trovare le risposte a tutte le tue domande. Chiedi con il
cuore aperto e cerca di essere il più sincero possibile, nulla ti resterà
nascosto.» Il piccolo Fiocco risollevato dall'essere giunto a destinazione si
alzò in piedi e si diresse verso la montagna con i piedi ancora tremolanti per
le numerose emozioni vissute fino a quel momento e per ciò che sarebbe potuto
accadere. Una volta trovato il coraggio iniziò a chiamare a gran voce: «Igloo
il saggio, per favore rispondimi sono Fiocco e ho una domanda da farti!»
Finalmente, dopo poco tempo, una voce molto profonda rimbombò dal cuore della
montagna: «Piccolo Fiocco, ben arrivato, hai fatto molta strada ed hai
affrontato mille avventure per giungere qui da me!» «Si, Grande Igloo, è vero,
ma ho bisogno del tuo aiuto per capire bene cosa fare della mia vita!» Rispose deciso
Fiocco. «Carissimo, il tuo viaggio per raggiungermi ti ha già fornito molte
risposte, ti basterebbe guardarti allo specchio per capire che sei cresciuto e
quale potrà essere la tua strada. Però per poter veramente intraprendere il tuo
nuovo cammino dovrai prima di tutto affrontare colui che ti ha creato, solo
così potrai trovare la forza per sostenere il tuo destino.» spiegò il saggio
Igloo. «Il Dottor Gelo!» sussurrò Fiocco. «Esattamente! La sua dimora gelata è
proprio qui accanto, nella montagna del grande freddo. Credo proprio che anche
lui abbia bisogno di una tua visita, ma non farti buttare giù dalle sue parole,
affronta il tuo nemico e metti a frutto ciò che hai imparato, questo è il mio
consiglio!» concluse Igloo. «Ma, ma, io non so, come….» provò a replicare
Fiocco, ma ormai il Saggio Igloo aveva smesso di parlare. Leggermente
demoralizzato il piccolo Fiocco, ormai ridotto ad un puntino di neve si diresse
malfermo verso la montagna del Grande Freddo. Una volta dentro riuscì
facilmente a raggiungere la stanza del Dottor Gelo ed entrò senza bussare.
«Salve Dottor Gelo, sono Fiocco, la sua creatura.» disse tristemente Fiocco.
«Eccoti finalmente. Pensavo ti fossi perso! Purtroppo il mio obiettivo con te è
fallito.» urlò il Dottor Gelo. «Ma quale obiettivo?» chiese Fiocco sempre più
afflitto. «Quello di congelare più cuori possibili inviando per il mondo
fiocchi di neve indistruttibili e freddissimi. Vivo da sempre solo in questa
montagna e odio vedere il calore dell’umanità, per questo ti ho creato. Volevo
distruggere questo inutile calore, ma eri troppo piccolo e ormai vedo che sei
praticamente distrutto. Ormai ogni mia possibilità è definitivamente persa!»
sentenziò il dottor Gelo. Il piccolo Fiocco intristito dalle parole del suo
creatore, ma ricordando bene tutti gli incontri avuti nel suo viaggio, decise
di fare l’ultima cosa possibile, gli corse incontro e lo abbracciò con tutta la
sua forza. Il fortissimo calore sprigionato dal suo abbraccio lo sciolse
definitivamente, trasformandolo in una minuscola goccia d’acqua, ma non fu
l’unica cosa a sciogliersi, anche il cuore del Dottor Gelo si trasformò in
qualcosa di caldo e capì il suo errore: cercar la felicità nella tristezza
degli altri. Raccolse da terra il piccolo Fiocco con un bicchiere e decise di
portarlo in un luogo molto particolare, un lago di montagna che aveva visto da
piccolo. Una volta rovesciato il bicchiere, Fiocco si ritrovò nella bellissima
acqua del lago che conosceva bene, finalmente circondato da tante gocce d’acqua
che come lui avevano creato quell'immensità.