08 – Gennaio –
2013. E allora scriviamolo noi il nostro futuro! Decidiamo in
maniera libera cosa fa parte della nostra vita e cosa no. Diamo peso al valore
della democrazia, evitando che resti sempre una parola con cui riempirsi la
bocca. Esiste una Costituzione? Difendiamola e usiamola! Non possiamo ogni
volta commuoverci solo perché qualcuno la legge in Tv (senza nulla togliere al
genio ed alla bravura di Benigni)! Non è una poesia, è la nostra vita, non
possiamo relegarla al ruolo di favoletta da raccontare. Non possiamo metterla
in un quadretto e passare le giornate ad ammirarla come se fosse un miraggio.
Esiste, riappropriamocene! Ha dei difetti? Sicuramente, come tutte le cose che
hanno bisogno di una revisione. Ma non facciamoci imporre le modifiche solo da
chi strettamente interessato. I bisogni sono di più persone, non dei singoli.
Sono fermamente convinto che un
governo che si rispetti, debba per forza essere concentrato in primo luogo sul
benessere della popolazione che lo ha liberamente eletto.
Dovrebbero essere tre i livelli
di impegno su cui convogliare tutti gli sforzi per uscire dalla crisi e per porsi
in relazione con chi alla fine dei giochi risulta essere il destinatario delle
decisioni: società, sanità, economia…in ordine sparso.
Società: sicuramente l’aspetto più ampio, ma anche il più rischioso
in quanto racchiude talmente tanti aspetti che possono portare a troppa
superficialità. In questo ambito includerei: assistenza, educazione, ecologia,
e tutto quanto concerne il vivere quotidiano di ciascuno di noi. Un ambito
basato su un concetto usato solo in ambito religioso, ma fondamentale in questo
campo: la vocazione. Nella scuola,
come nell’assistenza occorre una passione che solo una vocazione sentita può
portare! Gli insegnanti, ad esempio, andrebbero selezionati soprattutto con due
criteri: competenza, ovviamente, ma anche PASSIONE per l’insegnamento. Oggi
invece prevalgono: agganci e precarietà, ovvero chi ha conoscenze importanti e
chi da più tempo è in lista!!! Ci rendiamo conto??? Più un soggetto è lasciato
a marcire nella disoccupazione o nei contratti a tempo, più uno sale di
graduatoria!!! In pratica uno deve quasi sperare di non trovare un lavoro per
scalare posizioni! E le conoscenze, la voglia di trasmettere, gli studi fatti,
dove finiscono?
Sanità: libera, a disposizione di tutti, funzionale da nord a sud.
Sono concetti tanto assurdi e impensabili? Non dovrebbe essere naturale aver
fiducia nella sanità pubblica? La tua sanità? Eppure anche qui permettiamo cose fuori dal mondo: dottori
senza lauree, ospedali senza macchinari adeguati, tagli, chiusure, assistenza
ridotta al minimo…
La base di uno Stato in crescita
si trova nella salute dei cittadini che lo abitano. Il rischio molto concreto è
che, come in molti altri aspetti, chi ha i soldi per potersi permettere le
cliniche private avrà un trattamento e cure adeguati, gli altri dovranno
accettare ciò che resta del nostro sistema sanitario.
Economia: fatta con chiarezza e trasparenza!!! Il governo lavora e
decide con i nostri soldi! I NOSTRI e abbiamo il diritto di sapere e di
decidere dove devono finire! Nessuno nega la necessità di pagare le tasse e le
imposte per mantenere una macchina grande quanto uno Stato, ma il gettito
fiscale deve poi ritornare ai cittadini sotto forma di aiuti, sussidi, opere…
E’ inutile parlare di finanziaria o legge di stabilità quando non abbiamo la
benché minima idea di cosa stia accadendo intorno a noi. Il cittadino vuole
cose semplici: pago quanto devo, ma voglio l’assistenza che mi viene promessa!
Non possiamo pregare lo Stato, ovvero noi stessi, di aiutarci è un controsenso;
il sostegno dovrebbe essere automatico. Il punto è proprio questo: ci sono
poche risorse? Molto bene, investiamole verso chi è maggiormente danneggiato!
E’ un ciclo economico che porta benessere, ma ovviamente contrario ai principi
cari alle fasce alte della nostra società. Purtroppo è così, la nostra economia
è gestita da chi possiede i più ingenti capitali: grandi industriali,
banche..., mentre dovrebbe essere controllata e a beneficio di chi la genera,
partendo dal basso! E’ una lettura diametralmente opposta a quella attuale.
Continua…
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